PARCO NAZIONALE DEL CILENTO E VALLO DI DIANO

Il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, che si estende per circa 180.000 ettari comprendendo gran parte dell'area meridionale della provincia di Salerno, in Campania, è tra i parchi nazionali di maggiore estensione e rappresenta senza dubbio uno dei più importanti complessi biogeografici d'Italia. Il Parco del Cilento e Vallo di Diano comprende un'area d'inestimabile valore naturalistico e paesaggistico è un bellissimo foto di roberto pellino alternarsi, tra mare e montagna, di splendidi e molteplici paesaggi, impreziositi da contrade ricche di storia e di tradizioni, ora arroccate sulle cime di monti e colline, ora adagiate su incantevoli valli percorse da limpidi fiumi o sui lembi di costa pianeggiante bagnate dalle acque cristalline del Mar Tirreno.. È un angolo di Campania verde, che vanta almeno 1.800 specie di piante, di cui molte endemiche o rare, tra le quali la primula di Palinuro, simbolo del Parco, e l'orchidea selvaggia di San Giovanni a Piro. Il Parco del Cilento e Vallo di Diano offre variegati ambienti di grande pregio paesaggistico e geologico, la natura calcarea di massicci e terreni ha fatto sì che l'acqua scavasse e modellasse, foto di roberto pellino al loro interno e per milioni d'anni, architetture e sculture naturali d'incommensurabile magnificenza e bellezza.: dalle fitte foreste che ricoprono monti imponenti quali l'Alburno (m.1.742), il Cervati (m. 1.898) e il Gelbison (1.705), alle centinaie di grotte censite nell'area protetta, tra cui le Grotte di Pertosa, di Castelcivita e di Camerota. Il Cilento e Vallo di Diano. La costa del Cilento e Vallo di Diano è uno spettacolo ammaliante di ripidi promontori e meravigliose scogliere, tra cui sono incastonate magiche cale e romantici lembi di sabbia. Ripide falesie, che s'inabissano in acque trasparenti e profonde, s'alternano a lunghe spiagge assolate, bagnate dalle acque d'un mare abbagliante. È Il mare del mito: è il mare di Ulisse che fuggiva dal canto ammaliante delle sirene dell'isoletta di Licosa; è il mare di Enea e del suo nocchiero Palinuro, che finì in acqua vittima d'un incantesimo del dio Sonno, e che trovò una tragica fine dopo essere naufragato sulla costa cilentana. foto di antonio robertoAlberi d'ulivo millenari ombreggiano le piccole piane costiere, così come i lievi declivi delle colline dell'entroterra. Più in alto verdeggiano faggeti, castagneti, boschi di quercia, di pino, di leccio. Sopravvivono specie d'animali altrove scomparse: aquile, lupi, faine, cinghiali, volpi, tassi, scoiattoli, lontre, lepri, corvi imperiali, fagiani, falchetti ...Il territorio del Cilento e Vallo di Diano è punteggiato da testimonianze storiche, architettoniche, artistiche, religiose, che rivelano il cammino compiuto dalle comunità residenti nel corso dei secoli e dei millenni. Vestigia dell'età preistorica, lucana, greca e romana sono state scoperte e si scoprono un po' dovunque. Il Cilento e Vallo di Diano è la terra in cui affonda una radice d'importanza fondamentale per la Civiltà Occidentale. Vi s'insediò, infatti, quella greca, che sbocciò rigogliosa nell'epoca straordinaria della Magna Grecia: i magnifici templi dorici di Paestum; Elea (Velia per i romani) che dette i natali al grande filosofo Parmenide, il fondatore della metafisica basata sulla logica, ed a Zenone suo discepolo, le cui antinomie costituiscono ancora oggi, per il pensiero scientifico contemporaneo, una sfida ed al tempo stesso lo spunto per suggestive riflessioni cosmologiche. Bizantini, Longobardi e Normanni hanno riempito il territorio - in particolare i centri abitati dell'entroterra - d'elementi architettonici tipicamente medioevali (castelli, chiese, monasteri, conventi, palazzi nobiliari) ricolmi di stupendi tesori d'arte.



foto di giulio martino foto di roberto pellino foto di roberto pellino




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disegnato da giulio martino