Sopra la Valle delle Ferriere

( Scala - Castello di Scala - Casa S. Maria dei Monti - Piano del Ceraso - Monte Rotondo )


La Riserva Naturale della Valle delle Ferriere (Scala) è situata nell'immediato entroterra a nord di Amalfi (SA). Copre una superficie di quasi 500 ettari, che fu decretata Riserva Naturale Integrale nel 1972.[1]
Il vallone Grevone, che da Amalfi sale fino alle pendici del Mt. Cervigliano, è solcato da un torrente (Canneto) permanentemente attivo che riceve acqua da decine di fonti che, tra boschi e limoneti, scendono lentamente dalle montagne circostanti. In alcuni punti le acque si gettano impetuosamente nel vuoto in spettacolari cascate che disegnano bianchi nastri di seta sui grigi strapiombi rocciosi o tra le verdi chiome di alberi impavidamente cresciuti in bilico sui precipizi.
La particolare geologia del luogo, il cui carsismo favorisce il continuo deflusso delle acque, unita al peculiare microclima creato dalle brezze marine che soffiano da sud, ha dato vita ad un incantevole oasi subtropicale che ospita una grandissima varietà di flora e fauna [2], oltre ai ruderi delle antiche cartiere medievali e delle ferriere.[3]
Ci sono due sentieri principali che consentono la visita della Riserva, uno basso ed uno alto.[4]

In realtà esiste pure un terzo itinerario percorribile: è il vero e proprio 'circuito alto' che sovrasta la valle e ne percorre quasi l'intero perimetro (lati Est, Nord e Ovest, vedi nota 1) mantenendosi a quota 1000m dal Castello in poi.
Si parte da Scala (o anche da Pontone e persino da Amalfi) per raggiungere il Castello di Scala (1005m) in c. 3 ore.[5]
Da questo magnifico belvedere s'inerpica una scalinata scavata quasi verticalmente nella roccia e sospesa sul vertiginoso baratro che forma l'arco orientale di quell'anfiteatro naturale che è la valle; quindi si prosegue oltre in direzione del Monte Campanaro (N.O.) per Casa S. Maria dei Monti, dove un tempo viveva un eremita. Siamo sul margine degli ampi pascoli del Piano del Ceraso, contornato da una fitta boscaglia; da quì si può seguire la mulattiera che conduce verso N.O. al Monte Rotondo (CAI 01) e quindi, attraverso l'Imbarrata, su un bel tratto dell'Alta Via dei Monti Lattari (CAI 00).[6]

 


    Francesco Raffaele


NOTE:

[1] Decreto del Ministero Agricoltura e Foreste 29/3/72.
Il perimetro della riserva è in buona parte delimitato da recinzione. La superficie, di forma grosso modo trapezoidale, così si estende: da sopra Campidoglio (il limite S.E. dell'area) - Piano del Ceraso/ Mt. Rotondo (limite N.E., passando per Punta delle Castagne ed il Castello) - Mt. Cervigliano/ Colle Carpineto (angolo N.O.) - Colle delle Vene (oltre l'Imbarrata e Croce di Scupolo, è il limite S.O.) - quindi verso E., attraverso Fraseale e Punta d'Aglio di nuovo all'estremità S.E. sopra Campidoglio.
[2]
La flora locale fu studiata già dal '700 e, alla metà dell'800, dal naturalista tedesco Karl Haekel; di grande importanza l'imponente e rara felce bulsifera gigante (Woodwardia Radicans) che risale all'era Terziaria, poi una piccola pianta carnivora (l'erba unta amalfitana, Pinguicola hirtiflora), la Parnassia palustre, l'ontano napoletano, l'oppio, il Carice, le specie di Pteridi, di orchidee selvatiche e i ciclamini.
Tipica del luogo è l'inversione della vegetazione: macchia mediterranea sui rilievi in alto e bosco misto mesofilo giù nel profondo vallone.
La fauna annovera tra i mammiferi: volpe, cinghiale, lepre, tasso e alcune specie di pipistrelli; tra gli anfibi: rane, tritoni e salamandre (sia la pezzata che la salamandrina dagli occhiali /terdigitata); fra i rettili: lucertola, geco, ramarro, orbettino, biacco, biscia dal collare; tra gli uccelli: falco pellegrino, merlo, tordo, fringuello, cardellino, picchio, piccione selvatico. Numerosissime le specie d'insetti (coleotteri: cervo volante, cerambice delle querce; lepidotteri: Melanargia arge; efemerotteri, curculionidi etc.), di aracnidi e l'ubiquo, piccolo scorpione mediterraneo (euscorpius carpathicus).
[3]
Ad Amalfi sorsero le più antiche cartiere in pieno Medioevo. I ruderi fagocitati dalla lussureggiante vegetazione ricordano vagamente le rovine di città perdute tra le foreste del Centroamerica, delle Ande o del Sud Est Asiatico. La carta si produceva a partire da triturazione e macerazione (quindi in acqua a bagnomaria) degli stracci di cotone, lino e canapa. In via delle Cartiere, dove il torrente Canneto che scende dalla valle dei Mulini si inabissa sotto Amalfi, sorge dal 1969 il museo della Carta. Ospita antiche stampe, i telai per la filatura, macchinari, ruote e utensili vari in una assai caratteristica cornice architettonica, tralaltro vicino alla parimenti peculiare cartiera Amatruda
(una delle due sole tuttora in attività). Le altre cartiere abbandonate sono: Lucibello, Nolli, Marino e Milano (che chiuse una quarantina d'anni fa).
Più a monte di quest'ultima, dopo una centrale idroelettrica dismessa, le acque scorrono sotto le buie volte dei muri della vecchia Ferriera (XIV sec.) da cui la riserva prende nome: le seppur più numerose cartiere si trovano infatti tutte più a valle (nella cd. Valle dei Mulini / Vallone Grevone), quindi oltre il limite meridionale dell'area protetta (la cartiera Milano, la più settentrionale, è alla latitudine del Duomo di Scala).
[4]
Il sentiero basso parte dall'estremo N di Amalfi (si può anche scendere da Pontone) e segue il corso d'acqua che, in meno di un paio d'ore, conduce alle sorgenti del Ceraso (CAI 25). Quello alto (in realtà "a mezza costa", CAI 57), parte da Campidoglio (frazione di Scala) e poco dopo Punta d'Aglio si unisce ad un sentiero (CAI 23) proveniente da Pontone. Quindi si mantiene sui 500m slm e compie il circuito della valle in senso antiorario; una mezz'ora dopo aver piegato verso sud, si puo scendere giù nella valle e tornare ad Amalfi (CAI 25) oppure proseguire per Pogerola (situata 300m più sopra di Amalfi).
[5]
Da Amalfi a loc. il Castello ci vogliono circa 4 ore (quasi 1000m di dislivello). Da Pontone al Castello circa 3h 1/2.
La salita al Castello si può compiere, partendo da Campidoglio (frazione di Scala situata più in alto) per due vie distinte:
-1- prendere la scalinata a sinistra (CAI 57) che parte andando a S per aggirare il costone della montagna passando per orti terrazzati (grande vista panoramica sui monti dell'Avvocata sopra Maiori e verso le più vicine Ravello, Minuta, Pontone, la basilica di S. Eustachio, Atrani, Amalfi e ... il mare); poi si transita in un ombroso boschetto di conifere e sotto una breve galleria scavata nella nella viva roccia. Poco dopo, sotto Punta d'Aglio, (a 500m) il sentiero si unisce a quello (CAI 23) che sale da Pontone e prosegue verso N tra varie curve in lieve discesa, fino a piegare decisamente a sinistra (O) in loc. Pellagra. Dieci minuti dopo, guardando indietro verso l'alto (dir. NE) si scorge la torre di un castello: è il punto in cui, come segnato su alcune rocce, inizia il difficile tratto (variante CAI 01, a 490m) che prima su pietre e poi per una macchia, sale a Punta delle Castagne, dove parte la sella che conduce ai ruderi di un castello (torre e case dirute) per proseguire dopo la loc. Castello (1005m) verso il Piano del Ceraso.
-2- Direttamente da Campidoglio, si può salire a Punta delle Castagne per il sentiero CAI 51 (che parte da Piazza S. Lorenzo a Scala). In loc. Maceriello ci si può immettere sul sent. CAI 01 tramite la bretella CAI 55 che gira verso S per poi ripiegare a N a Punta delle Castagne, salendo infine al Castello. In alternativa, dal Maceriello si può continuare sul CAI 51 per raggiungere la bretella CAI 51A che in venti minuti conduce sul CAI 01 per il Castello (mentre il sent. 51 procede verso il M. Campanaro fino a C. S. Maria dei Monti, da dove si può passare sul CAI 01 che da un lato porta a Mt. Rotondo e dall'altro ridiscende a S giù fino a Scala passando dal Castello).
[6]
Seguendo la sella del Mt. Rotondo in direzione O, mantenendosi sempre poco sopra i 1000m, si costeggia il lato nord della Riserva. Piegando a NO verso Acqua Vracciara si raggiungono i sentieri che portano al Mt. Cerreto (CAI 00) in dir. NE, alle frazioni sud di Gragnano (CAI 28) verso NO, ed a quelle a est di Pimonte (CAI 32). Se invece al Mt. Rotondo pieghiamo verso sud (CAI 00), si giunge all'Imbarrata, dove s'incrociano i sentieri che provengono da sud (CAI 01) dalle frazioni di Agerola (Campora, bretella CAI 65). Dall'Imbarrata, proseguendo verso O sul sentiero dell'Alta Via dei Monti Lattari (CAI 00), si giunge a Crocella da dove si può scendere a S verso Capo Muro e il Sentiero degli Dei, oppure andare dritti ad O per Croce della Conocchia o il "Molare" / Mt. San Michele (Mt. S. Angelo a Tre Pizzi).


Ruderi di cartiera dall'alto - Foto F. RaffaeleTratto Punta d'Aglio - Pellagra (sul CAI 57). Foto F. RaffaeleFoto M. - J. Wiegend, 1997, p. 60

GALLERIE FOTOGRAFICHE (Escursione 1/4/2007):
Francesco - Giulio - Giacomo

Foto di Francesco Raffaele (6 Maggio 2006)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 




DIFFICOLTA'
E+ (escursionistica)
(EE per l'intero circuito: Amalfi - Scala - Castello di Scala - Piano del Ceraso - Monte Rotondo - Imbarrata - Agerola Campora)

DURATA-LUNGHEZZA-DISLIVELLO (sola andata)
4 h - c. 5,5 km - c. 550 m

SENTIERI CAI (Scala)

51-55-01 oppure 57-01

EQUIPAGGIAMENTO
scarpe da trekking
k-way
ricambi
binocolo/fotocamera

LINKS
(Sentieri Valle delle Ferriere di Amalfi):
- Giovanni Visetti:
Sentiero Basso
Sentiero Alto (Mediano)
- Andrea Perciato (su Trekking)
- LM
- Legambiente
- Corpo Forestale di Stato
- Il Sito Ufficiale della Riserva

COME RAGGIUNGERE
- In auto A3, uscita Angri, proseguire per il Valico di Chiunzi, Tramonti e al bivio per Ravello prendere per Scala.
- Da BN, AV, SA, uscita a Vietri sul Mare, continuare sulla litoranea per Maiori e, prima di Amalfi /Atrani, salire a destra per Ravello e Scala.

BIBLIOGRAFIA (Sentiero)
- Margrit e Jürgen Wiegend, Golfo di Napoli. Guida Escursionistica, München, 1997 (Sentiero 14, pp. 60-63).
- Monti Lattari. Carta dei Sentieri, 1:30000, CAI di Napoli e Cava dei Tirreni.

PERCORSI PEDONALI BOSCO VETTA - OSSERVATORIO NATURALE

CARTA DI UNO DEI SENTIERI POSSIBILI

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