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PARCO NATURALE REGIONALE DEL MATESE
Il territorio del Matese è costituito da una catena di monti prevalentemente calcarei situati tra Molise e Campania. E’ un territorio ricco di luoghi selvaggi e centri storici originali e ottimamente conservati, tanta storia, fatta anche dei rapporti sempre tesi tra Romani e Sanniti. Il Parco occupa un’area di circa 33.000 ettari, lungo un’ asse Nordest-Sudovest, questo allineamento è
seguito dalle principali montagne: il M. Miletto, La Gallinola e il M. Mutria. La catena dei Monti del Matese, dal punto di vista geologico, è formata da rocce sedimentarie carbonatiche di età mesozoica e da una morfologia prevalentemente carsica dove è possibile rilevare numerosi esempi di grotte, doline, inghiottitoi, conche e laghi carsici quali il Lago del Matese posto a 1.011 metri sul livello del mare, che è il lago carsico più alto d’Italia. Il territorio carsico è, come tutti i territori di tal genere, ricco di corsi d’acqua che si inabissano e ricompaiono in superficie, torrenti che si formano dai numerosi stillicidi provenienti dalle frattura delle rocce. La particolare orografia del territorio mette a contatto le zone in quota caratterizzate da un clima continentale con le zone più basse, esposte ai venti caldi che giungono dalle coste mediterranee della Campania. Questa vicinanza geografica di due aree climatiche diverse ne fa uno dei luoghi più ricchi di biodiversità dell'Appennino meridionale. Tutta l’area presenta una eccezionale valenza naturalistica: I rilievi sono ammantati di faggete che coprono i versanti alle quote più elevate, soprattutto nel versante orientale. Più in basso, domina il bosco misto che spesso si interseca con i castagneti modellati dall'uomo, e con le leccete che risalgono dal piede del massiccio specialmente nei quadranti più
caldi dell'area. Le essenze prevalenti sono dunque la Roverella, il Cerro, il Carpino nero, il Castagno, e nei versanti più assolati la Macchia mediterranea. Nel sottobosco fioriscono numerose specie di Orchidee selvatiche del genere “Orchis”, e numerose specie di erbe officinali. Le rupi, ed in particolare quelle di vetta, ospitano una interessante flora ricca di endemismi e specie rare. Si tratta in generale di specie che denotano affinità con i popolamenti dei pascoli e delle rupi elevate dell'Appennino centrale, come le Sassifraghe, le Primule montane, le Viole, ecc….Molto rappresentati sul Massiccio sono i prati pascoli di quota e le praterie aride che spesso ospitano interessanti entità floristiche mediterranee che qui trovano il loro limite settentrionale di espansione. Eccezionale è il patrimonio faunistico: i rilievi sono frequentati dal Lupo e dal Gatto selvatico alle quote inferiori dominano, invece, i boschi misti in cui sono frequenti Astori Sparvieri Colombacci
e Poiane che non di rado si spingono verso le pareti rocciose, regno di rapaci come il Lanario l'Aquila reale ed altre specie rupicole quali il Gracchio corallino, il Codirossone, il Culbianco.
Nei boschi è particolarmente frequente il Picchio rosso minore. La fauna alata che sorvola questi ambienti in primavera è costituita, tra gli altri, da Nibbio reale e Falco Pellegrino La presenza degli specchi d'acqua fa sì che il birdwatching possa essere molto fruttuoso per la presenza di nidificanti come Svasso maggiore, Tarabusino e Germano reale .Durante i passi si avvistano anche Airone bianco maggiore, Cicogna bianca e Cicogna nera Falco di palude), Combattente e Marzaiola. In inverno diverse specie di anatre cercano rifugio tra i chiari nei canneti. Ed ancora va ricordata la presenza nel Parco della Salmandrina dagli occhiali e tra i Rettili dell’ormai raro Orbettino.
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