PARCO NATURALE REGIONALE DEI MONTI PICENTINI

I Monti Picentini rappresentano la più imponente catena appenninica (circa 1800m), di origine calcarea-dolomitica. Sono caratterizzati da pendici dolci e improvvisamente impervie, gole e valloni che si alternano ad ampi e estesi altopiani carsici. Uno di questi è l’altopiano del lago Laceno, circondato dalle vette del Monte Cervialto e dal Monte Raia Magra, poi ricordiamo i pianori carsici di Campolaspierto e Verteglia che fanno parte del Monte Terminio. Il parco ha un’estensione di circa 64 mila ettari, si distingue per l’incredibile ricchezza d’acqua e non a caso rappresenta il più grande collettore idrografico del Meridione. foto di giulio martino Infatti, se le sorgenti di Serino danno acqua alla gran parte dei partenopei, quelle della Sanità di Caposele e delle sorgenti di Cassano Irpino riforniscono l’intera popolazione pugliese, attraverso una straordinaria opera d’ingegneria idraulica , che rappresenta uno dei più grandi acquedotti del mondo, con circa 5000 chilometri di lunghezza e una portata di circa 5,5 mc di acqua al secondo. Da queste meravigliose montagne nascono la gran parte dei maggiori fiumi campani tra cui il Sele, l’Ofanto, il Calore, il Sabato, il Tusciano, l’Irno e il Picentino. Con tale abbondanza di acqua e grazie al clima mediterraneo, la vegetazione si presenta fitta e variopinta. In alta montagna troviamo boschi di faggi, ma non mancano le betulle, abeti bianchi e pini neri. Al di sotto dei 900 m foto di roberto pellino la vegetazione lascia sempre più spazio ai castagneti che monopolizzano il territorio. Nelle valli troviamo gli ornielli, aceri, sorbo montano, olivi. Oltre ad essere un territorio dal grande valore naturalistico, i monti Picentini sono una vera e propria miniera di prodotti tipici, come il tartufo nero di Bagnoli, la castagna di Montella e di Serino, ecc.. Nel massiccio dei Picentini è ancora possibile incontrare il lupo, l’aquila reale e il picchio nero animali ormai rari nel nostro paese. Poi ricordiamo la volpe, la martora i vari rapaci che con il loro volo silenzioso perlustrano il territorio alla ricerca di piccole prede. Tra le limpide acque dei ruscelli è possibile scorgere la salamandra pezzata, l’ululone e altri anfibi.



foto di roberto pellino foto di nicola todesca foto di roberto pellino




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disegnato da giulio martino